L’importanza del rischio climatico

L’anno appena concluso è stato il più caldo della storia per la temperatura degli oceani, il secondo più caldo per la media delle temperature globali e per gli incendi che si sono diffusi dall’Amazzonia all’Australia. Queste considerazioni sono il frutto di un report prodotto dal World Economic Forum, in collaborazione con Price Waterhouse Cooper UK, che ha evidenziato soprattutto che 44 mila miliardi di dollari di valore prodotto globalmente sono fortemente dipendenti dalle risorse naturali e ambientali. Tra i settori principalmente dipendenti dalle risorse naturali troviamo le costruzioni, l’agricoltura, l’alimentare ed il beverage: questi settori combinati valgono il doppio dell’economia tedesca. In sintesi, ciò significa che nel momento in cui la natura, a causa dell’intervento dell’uomo, smette di produrre risorse, questi settori sono destinati alla fine. Le industrie considerate altamente dipendenti dalla natura generano il 15% del PIL globale, ovvero circa 13 mila miliardi di dollari, mentre quelle moderatamente dipendenti generano il 37%. ovvero circa 31 mila miliardi di dollari. Tutto ciò implica la necessitò di rivedere il rapporto tra uomini e natura, con i danni causati alla natura che non possono più essere considerate delle semplici esternalità dell’attività umana. l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha riconosciuto il climate change come il problema dei nostri tempi, la più grande sfida per uno sviluppo sostenibile.

L’ISPI, l’instabilità diffusa e l’impossibilità di fare previsioni

L’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) ha pubblicato uno studio intitolato “2020 – Il Mondo che verrà” nel quale analizza, come fa ogni anno, le aree di crisi da monitorare per il futuro. Quest’anno il report si dipana attraverso 10 domande che mettono in luce altrettante problematiche e alle quali autori diversi tentano di fornire una risposta. Vengono analizzati diversi temi quali la possibilità di una recessione alle porte, il proseguire delle rivolte popolari verificatesi nel corso del 2019, l’evoluzione della UE e degli USA di Donald Trump, l’ISIS, il teatro del Golfo Persico, il conflitto russo-ucraino nel Dombass, il clima e l’ambiente. Interessanti sono le schede di dettaglio finali nelle quali si evidenziano pericoli più specifici da affrontare: le elezioni di Taiwan (peraltro già avvenute lo scorso 11 febbraio), le intemperanze islamiste nel Sahel, le evoluzioni nei Balcani e in Algeria. Nella terza parte del dossier ISPI vengono analizzate le personalità che spiccheranno nel corso del 2020: Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, Christine Lagarde, presidente della BCE, Annegret Kramp-Karrenbauer, leader della CDU tedesca. Proprio l’ultima di questa lista di persone da tenere d’occhio, quella che veniva soprannominata AKK, in realtà, è stata la prima ad uscirne, perché a seguito delle problematiche sorte nelle elezioni regionali in Turingia, dove la CDU locale ha “accettato” il sostegno del partito di estrema destra AfD per eleggere un suo candidato, ha deciso di dimettersi dalla guida del partito, allargando la propria sensazione di instabilità a tutto il paese. Il report è ben fatto e proviene dal migliore think tank italiano ed uno tra i migliori a livello europeo, con riferimento alle analisi di politica internazionale. Il caso AKK, però, testimonia che in questi tempi difficili diventa impossibile cercare di prevedere alcunché, anche a breve termine. L’instabilità diffusa, la presenza di forze politiche aspramente contrapposte e di leader caratterizzati da un forte personalismo, le nuove minacce provenienti dall’ambito cyber e dall’Intelligenza Artificiale aprono scenari futuri difficilmente prevedibili.

Country Analysis: l’Indonesia al bivio di Jokowi

La società di consulenza Control Risks ha redatto un report che analizza la situazione dell’Indonesia, in particolare dopo la vittoria alle elezioni presidenziali di Joko Jokowi Widodo che ottiene la possibilità di svolgere un secondo mandato alla guida del paese. La mancanza di qualsivoglia tipo di opposizione, sparpagliata in mille rivoli dopo il risultato elettorale, ed il limite costituzionale dei due mandati presidenziali, fanno pensare che questa seconda esperienza governativa avrà lo spazio per essere più autorevole e libera della precedente. Tuttavia, gli interessi contrapposti all’interno del suo partito e di quelli alleati, continueranno a rallentare il corso della sua azione riformatrice. Con una squadra di governo costruita sul compromesso, la leadership di Jokowi incontrerà alcune difficoltà, che bloccheranno i suoi tentativi di aprire il mercato agli investitori esteri. prima di riuscire a liberarsi dai numerosi lacci e lacciuoli imposti dal partito. Gli analisti di Control Risks si aspettano, pertanto, che la politica di Jokowi continui ad essere focalizzata sul supporto interno agli affari, mantenendo una scarsa propensione all’accoglimento di investitori esteri. Il nazionalismo economico, quindi, che ha scoraggiato gli investitori esteri nel primo mandato di Jokowi si estenderà probabilmente anche nel secondo, per la presenza di influenti attori locali interessati ad approfittare di quei settori che in passato erano nelle mani delle multinazionali. Gli interessi politici divergenti dei partiti che sostengono la coalizione di governo ed i finanziatori di Jokowi useranno la retorica populista per proteggere il loro business dalle insidei degli investitori esteri.

Per quanto riguarda la valutazione di P-risks l’Indonesia è al 72esimo posto del Political Risk Evaluation Index, ovvero tra i paesi a rischio basso. La conferma di Jokowi alla presidenza del paese rappresenta una buona notizia in termini di stabilità, ma le spinte centrifughe che provengono dal partito al governo e dai suoi alleati, possono bloccare il faticoso processo di riforma intrapreso dall’Obama indonesiano. Tuttavia, in attesa delle evoluzioni politiche formuliamo outlook positivo.

Prospettiva di rischio politico #9

Continua l’emergenza coronavirus in Cina (90), dove i morti accertati hanno superato le 800 unità. Il virus si sta diffondendo anche all’esterno di Wuhan, la città cinese individuata come l’epicentro del contagio, e molti paesi stanno adottando contromisure. Intanto, le stime dei danni economici che il virus sta provocando all’economia cinese, sono sempre più pessimistiche. Outlook negativo.

Le elezioni legislative in Irlanda (9) hanno attribuito la vittoria al partito Sinn Fein che, nonostante l’affermazione nel voto popolare, ha ottenuto “solo” 37 seggi, ovvero 1 in meno rispetto al Fianna Fail, ma 2 in più rispetto al Fine Gael. È un voto storico che rompe un duopolio ormai consolidato e che pone nuovi temi alla ribalta, quali l’unificazione con l’Irlanda del Nord. Outlook stabile.

Le elezioni parlamentari in Azerbaigian (96) hanno consegnato la vittoria al partito del presidente Ilham Aliyev. Il Partito Yeni Azerbaijian ha ottenuto 65 seggi sui 125 disponibili per il parlamento monocamerale nazionale, lasciando il resto ad una seri di partiti minori, legati comunque al governo. Era un voto scontato che non risolve le enormi questioni di democraticità. Outlook stabile.

Il nuovo governo libanese del premier Hassan Diab ha ottenuto il voto di fiducia del parlamento, mentre numerosi focolai di protesta si sono affermati all’esterno dell’edificio dove si stava votando. Il voto di fiducia è un evento importante, adesso spetta a Daib intraprendere il giusto percorso di riforme economiche e crescita per il Libano (111). Outlook positivo.

Il parlamento della Nord Macedonia (59) ha ratificato l’accordo che permetterebbe al paese di entrare a far parte della NATO. Dopo la controversia con la Grecia riguardante il nome della nazione macedone, la Repubblica della Macedonia del Nord diventa il 29esimo paese dell’alleanza atlantica. Outlook positivo.

La leader designata alla successione della cancelliera Angela Merkel alla guida della CDU, ovvero Annegret Kramp-Karrenbauer, ha rassegnato le sue dimissioni, dopo i fatti avvenuti alle scorse elezioni legislative in Turingia. Nel frattempo, il PIL della Germania (13) ha fatto registrare una crescita pari a zero nell’ultimo quarto del 2019. Outlook negativo.

Il parlamento dell’Etiopia (149) ha approvato una legge che punisce hate speech e fake news con pesanti multe e lunghe condanne. La mossa, approvata con quasi 300 voti a favore, è stata bollata da oppositori ed organizzazioni umanitarie come una misura per ridurre la libertà di espressione, in considerazione dell’approssimarsi delle elezioni. Outlook negativo.

Continuano le proteste popolari in Guinea (137), in opposizione alla volontà dell’attuale presidente Alpha Condè di indire un referendum per estendere il suo potere oltre il secondo mandato. I partiti di opposizione hanno minacciato di boicottare il voto, mentre le protesti popolari hanno già causato la morte di 30 persone. Outlook negativo.

Un attentatore suicida si è fatto esplodere nei pressi di un’accademia militare a Kabul, capitale dell’Afghanistan (162), causando la morte di almeno sei persone. È il primo attentato di rilievo a Kabul dall’inizio dell’anno e giunge proprio mentre emissari statunitensi e talebani stanno discutendo la possibilità di un accordo. Outlook negativo.

Almeno 30 persone sono state uccise a seguito di un attacco armato condotto ai danni del villaggio di Auno, nel nord est della Nigeria (144). Nell’area sono da tempo attivi i miliziani dello Stato Islamico della provincia dell’Africa Occidentale (ISWAP) che, nel corso del 2016, si sono separati da Boko Haram, principale gruppo terroristico dell’area. Outlook negativo.

Almeno 40 persone, tra cui 9 soldati, sono stati uccisi a seguito di una serie di attacchi a Ogossagou e Bentia, cittadine situate nell’area centrale del Mali (140). In quest’area sono frequenti gli scontri tra i gruppi etnici Dogon e Fulani, i quali evidenziano l’incapacità del governo di controllare larghe parti del proprio territorio. Outlook negativo.

Un gruppo di miliziani, vestiti in uniforme militare, ha assaltato una prigione della città di El Progreso, 175 km a nord di Tegucigalpa, capitale dell’Honduras (104), causando la morte di tre agenti di sicurezza. L’attacco dei miliziani ha portato alla fuga di Alexander Mendoza, uno dei capi storici del movimento criminale MS-13. Outlook negativo.

Due esplosioni consecutive sono avvenute nei Paesi Bassi (8), nei pressi della capitale Amsterdam e della città di Kerkrade. In entrambi i casi non c’è stato alcun ferito e danni lievi alle strutture coinvolte, ma gli episodi dovranno effettivamente verificare se trattasi di mitomane o nel paese sussiste una problematica di tipo terroristica. Outlook stabile.

La Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) ha deciso di mantenere i tassi di interesse invariati, lasciandoli al livello più basso degli ultimi anni, segnalando la non necessità di effettuare aggiustamenti nel corso dell’anno. I buoni dati economici fanno presagire per la Nuova Zelanda (7) un anno di crescita per il paese. Outlook positivo.

Otto persone sono morte in Bolivia (102) a seguito di forti piogge che hanno causato frane e inondazioni. Oltre 250 famiglie in diverse zone del paese sono state coinvolte ed i soccorsi si sono dimostrati inefficienti. Outlook negativo.

Secondo l’ultimo aggiornamento prodotto dall’agenzia CAPMAS, la popolazione dell’Egitto (126) ha raggiunto il traguardo storico dei 100 milioni. È un dato importante che sarebbe positivo in un’economia compiuta, ma in un Egitto che fatica ad intraprendere le riforme necessarie per far crescere l’economia e diminuire la disoccupazione è un dato controverso. Outlook negativo.

Gli eventi da monitorare questa settimana

Elenco degli eventi da monitorare questa settimana

Emergenza coronavirus Cina

Meeting EUROGRUPPO (17/2)

Rilascio dato PIL Giappone (17/2)

Consiglio ECOFIN (18/2)

Indice ZEW Germania (18/2)

Consiglio Europeo straordinario (20/2)

Elezioni parlamentari Iran (21/2)

Summi ministri finanze G20 (22-23/2)

Elezioni presidenziali Togo (22/2)

Primarie democratiche Nevada (22/2)

 

Prodotto da P-risks, società di analisi e valutazione del rischio politico.

Per ulteriori informazioni: p-risks@outlook.com

Focus elezioni: Irlanda e Azerbaigian

Due interessanti appuntamenti elettorali si sono svolti nel corso dell’ultimo fine settimana, le elezioni politiche in Irlanda e quelle in Azerbaigian. Due tipologie totalmente diverse nel significato e nelle modalità: da una parte una democrazia compiuta, l’Irlanda, in cui l’esito del voto potrebbe avere i suoi riverberi anche sul già tormentato processo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, dall’altro un paese con scarsi, se non nulli, attributi democratici. L’esito delle elezioni irlandesi è stato più contorto di quanto ci si potesse aspettare, dato che il conteggio finale dei voti espressi ha attribuito una sostanziale parità tra i tre partiti principali dell’arco politico: su un’assemblea costituita da 160 seggi Fianna Fail ne ha ottenuti 38, Sinn Fein 37 e Fine Gael del primo ministro uscente Leo Varadkar solo 35. Il buon esito del voto ha spinto, sin dalle prime ore, la leader dello Sinn Fein, Mary Lou McDonald a reclamare la possibilità di formare un governo di minoranza con i partiti di sinistra, dato che sia Fine Gael che Fianna Fail hanno declinato ogni possibilità. Aldilà delle proposte politiche dei vari partiti, ciò che desta preoccupazione è il nazionalismo di Sin Fein che, approfittando della caotica Brexit, vorrebbe riproporre un desiderio antico, mai sopito, della riunificazione tra Irlanda e Irlanda del Nord. Il nuovo parlamento irlandese si riunirà il prossimo 20 febbraio, ma le vie di uscita a questo intreccio politico sono tutt’altro che scontate. Diverso, come dicevamo all’inizio, il discorso relativo alle elezioni parlamentari in Azerbaigian, dove al governo del paese c’è il presidente Ilham Aliyev da ormai 17 anni. Ad affermarsi è stato il partito del presidente, ovvero Yeni Azerbaijan (Nuovo Azerbaigian), che ha ottenuto 65 dei 125 seggi del parlamento unicamerale azero, lasciando quasi tutti i restanti seggi ad una pletora di partiti piccoli e indipendenti, legati al governo. La vittoria di Aliyev è stato accolta con enorme diffidenza dai pochi oppositori, i quali hanno denunciato numerosi brogli. Baku non si è mai allineata ad alcun gruppo regionale come l’Unione Europea o l’Unione Economica Eurasiatica, ma ha preferito bilanciare il proprio impegno tra Russia, Iran e Occidente. In questo periodo la crescente disoccupazione e gli scarsi benefici derivanti dall’industria del petrolio e del gas stavano generando un diffuso malcontento popolare, evento che ha spinto Aliyev ad anticipare la data delle elezioni di nove mesi.

Analisi paese: l’Algeria del post-Bouteflika

La società di consulenza CREDENDO ha rilasciato, lo scorso 9 gennaio 2020, un report di valutazione sull’Algeria.

Il report parte dalla fine dell’esperienza governativa di Abdelaziz Bouteflika, leader indiscusso del paese per 20 anni. Nel febbraio del 2019 l’annuncio di Bouteflika, malato da tempo e pertanto ritenuto incapace di governare ulteriormente, di volersi candidare per un ulteriore mandato presidenziale, ha scatenato le ire della popolazione, convinta che fosse un nucleo ristretto di persone a governare effettivamente. A tale elites politico-economiche, già nel corso delle primavere arabe del 2011, la popolazione attribuiva eccessiva corruzione ed incapacità di raggiungere i miglioramenti economici necessari per la popolazione, ma le proteste erano state sedate. Questa volta Bouteflika è stato costretto a cedere ed il 2 aprile 2019 ha rassegnato le sue dimissioni, sotto la pressione dei militari.

Nonostante la nomina di un governo di transizione, alla cui guida è stata posto Noureddine Bedoui, il processo politico algerino è nel controllo dei militari. Le elezioni politiche sono state già posticipate due volte, ufficialmente per mancanza di candidature credibili. In questo limbo politico, la situazione economica del paese è tutt’altro che rosea, considerato che il crollo dei prezzi del petrolio del 2014 ha generato enormi problemi di bilancio: il deficit è all’8,1% del PIL, mentre il debito pubblico è balzato al 46% del PIL.

La valutazione di CREDENDO è, quindi, di 3/7 e 4/7 per il rischio politico a breve e medio termine, 4/7 e 5/7 per il rischio di violenza politica e di espropriazione, 4/7 per il rischio di inconvertibilità e restrizione ai trasferimenti.

Per quanto riguarda la valutazione di P-risks lo Sri Lanka è al 110mo posto del Political Risk Evaluation Index, ovvero tra i paesi a rischio moderato. Nonostante l’elezione di Abdelmadjid Tebboune alla carica di presidente del paese, il continuo rimando delle elezioni politiche genera un clima di incertezza nei riguardi del paese, soprattutto se si considera l’eccessivo potere detenuto dai militari. Tuttavia, in attesa di tali evoluzioni politiche formuliamo outlook stabile.

Prospettiva di rischio politico #8

È stata una settimana importante per il presidente USA (26), Donald Trump. Le primarie democratiche nello Iowa sono state un disastro organizzativo, è stato prosciolto da ogni accusa di impeachment, ha ottenuto la cancellazione di una parte dei dazi imposti dalla Cina ed una serie di dati economici positivi per l’occupazione e la crescita. Outlook positivo.

Continua l’emergenza coronavirus in Cina (90), dove i morti accertati hanno superato le 800 unità. Il virus si sta diffondendo anche all’esterno di Wuhan, la città cinese individuata come l’epicentro del contagio, e molti paesi stanno adottando contromisure. Intanto, le stime dei danni economici che il virus sta provocando all’economia cinese, sono sempre più pessimistiche. Outlook negativo.

Il premier australiano Scott Morrison ha effettuato un rimpasto della squadra di governo, cambiando due ministri che avevano rassegnato le dimissioni. Nel frattempo, la Banca Centrale ha mantenuto i tassi invariati allo 0,75%, nonostante le crisi legate agli incendi e al coronavirus, prevedendo una crescita economia per l’Australia (10) al 2,75% nel 2020 e 3% nel 2021. Outlook stabile.

Il parlamento del Kosovo (n.d.) ha approvato la scelta del leader ribelle di sinistra Albin Kurti quale nuovo primo ministro del paese. La nomina di Kurti arriva quattro mesi dopo la tornata elettorale e permette di evitare una pesante crisi politica. La coalizione di governo comprende il partito di Kurti, Vetvendosje, e la Lega Democratice del Kosovo (LDK). Outlook positivo.

Il governo di Ludovic Orban, primo ministro della Romania (37), è ufficialmente concluso. I parlamentari romeni hanno posto fine così al breve governo Orban, durato solo tre mesi, criticandolo per aver cercato di alterare la legge elettorale senza discuterne in parlamento. La possibilità di elezioni anticipate è sempre più concreta. Outlook negativo.

La Corte Costituzionale del Malawi (112) ha annullato il risultato delle ultime elezioni presidenziali, svoltesi nel maggio 2019, a causa delle numerose irregolarità riscontrate. Alle citate elezioni era risultato vincitore Peter Mutharika, ma le opposizioni aveva segnalato diverse irregolarità. La decisione della Corte, per quanto lecita e motivata, potrebbe scatenare proteste. Outlook negativo.

Centinaia di manifestanti anti-governativi hanno ripreso a sfilare per le strade della città di Najaf, in Iraq (161). In una delle città più importanti del paese, si sta verificando una pericolosa contrapposizione tra i sostenitori di Moqtada al-Sadr e l’opposizione, il che aggiunge ulteriori divisioni ad un paese già fortemente diviso. Outlook negativo.

Almeno otto persone sono state uccise nella Repubblica Democratica del Congo (164), a causa di una serie di attacchi sferrati da sospetti miliziani ribelli appartenenti alle Allied Democratic Forces (AdF). Questo è l’ultimo di una serie di attacchi condotti da miliziani nella regione di Beni, dove a centinaia sono morti a partire dal mese di novembre. Outlook negativo.

La Banca Centrale indiana ha mantenuto stabili i tassi di interesse al 5,15%, nel tentativo di combattere l’eccessivo aumento dell’inflazione che sta erodendo il potere contrattuale dei consumatori indiani. È una sfida importante per l’India (103) e per il governo di Narendra Modi che deve affrontare un vistoso calo di consensi e l’avanzata del Partito AAP. Outlook stabile.

Gli eventi da monitorare questa settimana

Elenco degli eventi da monitorare questa settimana

Emergenza coronavirus Cina

Rilascio dato inflazione Cina (10/2)

Rilascio dato PIL UK (11/2)

Primarie partito democratico USA in New Hampshire (11/2)

Decisione tassi di interesse Nuova Zelanda (12/2)

Rilascio dato PIL Malesia (12/2)

Rilascio dato Inflazione Germania (13/2)

Rilascio dato Inflazione USA (13/2)

Bilancia commerciale India (14/2)

Rilascio dato PIL Germania (14/2)

Elezioni Assemblea Nazionale Guinea (16/2)

 

Prodotto da P-risks, società di analisi e valutazione del rischio politico.

Per ulteriori informazioni: p-risks@outlook.com